Giovanni Palatucci
giovedì 11 giugno 2009, di claudio
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A Nettuno esiste un trascurato parco pubblico, che alcune associazioni di volontariato stanno cercando di far fruire di nuovo ed in modo nuovo alla cittadinanza.
Attualmente il parco viene sfruttato solo nel periodo estivo per organizzare feste di partito o sagre.
Per il resto dell’anno, resta abbandonato a se stesso.
Questo parco è il “Giovanni Palatucci”.
Ma chi è, o meglio chi era Giovanni Palatucci? La maggior parte dei nettunesi non conosce quest’uomo che sarebbe più opportuno definire eroe.
Giovanni Palatucci è stato l’ultimo Questore di Fiume, un poliziotto. Sfruttando la sua posizione di funzionario di Pubblica Sicurezza, con i suoi ideali e valori, riuscì ad organizzare una rete di solidarietà salvando si calcola, 5000 ebrei dalla deportazione nel buio periodo fascista.
Il suo ruolo di responsabile dell’ufficio stranieri, gli consentì un contatto diretto con la realtà e la condizione degli ebrei, e meglio gli fece comprendere l’effetto delle leggi razziali su di essi. Così cercò di far del bene ai cittadini perseguitati, ricevendone in cambio la loro riconoscenza.
Egli si sentiva ed era nel profondo dell’animo un uomo di giustizia.
Non quella che intercorre nei rapporti tra le istituzioni e la collettività ma la giustizia interiore, quella che riconosce e rispetta i diritti altrui, specialmente il diritto alla vita.
Per poter continuare a salvare le persone a Fiume, rinunciò alla promozione ed al sicuro trasferimento.
Iscritto al partito fascista, come tutti gli uomini di Stato del periodo, tenne contatti con i partigiani italiani per trovare una soluzione alla fine del conflitto.
Nel 1944 venne arrestato dal tenente colonnello Kappler delle SS, per la sua attività in favore dei profughi ebrei. Venne deportato in un campo di sterminio dove morirà a 36 anni, poco prima della liberazione.
Nel 1990 lo Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell’olocausto, lo ha dichiarato giusto tra le nazioni, riconoscimento dato ad un non ebreo che ha agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo dal genocidio nazista.
Nel 1995 lo Stato italiano gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile.
Nel 2000 la Chiesa cattlica ha aperto il processo di beatificazione, avvenuta nel 2002.
Nel 2000 papa Giovanni Paolo II lo ha annoverato tra i martiri del XX secolo.
Nel 2004 è stato dichiarato servo di Dio.
Il 2009 è il centenario della sua nascita.
Claudio Monti
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