Beppe Grillo Nettuno

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Nettuno, incontro con Luigi De Magistris

venerdì 22 maggio 2009, di Fiorenzo

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Il 17 maggio alle ore 10,30 nella sala conferenze dell’Astura Palace Hotel di Via Gramsci si è tenuto una conferenza sul tema “Mafia e legalità: quale futuro”. La presentazione, a cura della Vice presidente de “I grilli scardusi”, Associazione di volontariato, che si è distinta negli ultimi tempi proprio per le iniziative per la legalità, ha introdotto gli interventi successivi come quello del presidente dell’Associazione Coordinamento antimafia di Anzio e Nettuno Dott. Edorado Levantini che ha parlato dei processi per mafia e le infiltrazioni della ‘ndrangheta nei comuni del litorale romano e della provincia di Latina. Il Dott. Levantini ha classificato chiaramente tutti i passaggi che hanno portato alle inchieste per infiltrazione mafiosa nelle pubbliche amministrazioni dei comuni di Nettuno, di Minturno e di Fondi, come “le grandi manovre” della criminalità organizzata che non hanno niente da invidiare dalle più “classiche” e consolidate campagne di appropriazione territoriale sociale ed economica in terra di Sicilia o di Campania. Una sorta di “regno delle due Sicilie” governato dai “vicerè” delle mafie, nazionali e internazionali. Quando poi è intervenuto il dott. De Magistris, che oggi si è schierato come indipendente nelle liste dell’IDV, per le Europee, tutto ciò che prima poteva sembrare ancora frastagliato e localizzato a macchia di leopardo, è diventato un vero e proprio “disegno politico” di ampio respiro. De Magistris ha spiegato molto comprensibilmente quello che da tempo è diventato “sistema”. La mafia, ha spiegato De Magistris, è un sistema di potere parallelo e spesso coincidente con il sistema Stato, in tutte le sue funzioni e sfaccettature burocratiche, si avvale di prestazioni di uomini “giusti al posto giusto” , di intelligenze, saperi, mezzi, economie, che oggi, con questo governo, assumono carattere di sistema “legalizzato” del malaffare. Non ne è immune la Comunità Europea che non riesce a controllare il fiume di denaro che elargisce per progetti e lavori, spesso inesistenti, di cui si perdono le tracce dal momento in cui questo flusso di denaro si infila nella nostra penisola. Non a caso, per sua stessa ammissione, De Magistris è stato costretto ad abbandonare le sue inchieste e tentare di entrare in politica cercando di colpire alla testa, a monte di questa valanga di illegalità diffusa, entrando al Parlamento Europeo. Lui che è stato titolare delle inchieste “Poseidon”, sulla deviazione per scopi illegali di fondi Europei; per non parlare dell’inchiesta WY NOT, da molti considerata di gran lunga più importante e coinvolgente di “Mani Pulite”. Anche qui il potere è stato beccato con le mani nel sacco ma ha fatto in modo, utilizzando tutti i possibili cavilli legali e inventandosene anche di nuovi, di uscire indenne e spazzare via i corpi estranei, i magistrati che fanno semplicemente il loro dovere. La casta qui ha superato se stessa, tirando fuori dal cappello a cilindro della elusione e della falsa informazione, addirittura una “guerra fra procure”, che, come tutte le guerre, ha avuto i suoi morti e feriti: oltre a De Magistris, il procuratore di Salerno Apicella, solo per citarne alcuni. Tutto questo per dimostrare, e De Magistris l’ha fatto con la naturalezza , proprietà e la semplicità di linguaggio proprie di un grande conoscitore e studioso della materia, che le mafie non sono più rappresentate nell’iconografia classica dalla coppola e la lupara, ma hanno spesso l’aspetto di grandi finanzieri , multinazionali, grandi capitani d’industria a livello internazionale, direttori e controllori di borsa. La mafia è talmente insinuata nei gangli del potere politico-economico che, anche gli addetti ai lavori non se ne rendono conto, pensando di operare nella legalità. Quell’ora di “insegnamento” di De Magistris è stata sicuramente esauriente e talmente chiara e comprensibile, che non ci può essere nessuna giustificazione al tipo di scelta che il normale cittadino deve e dovrà fare, nessun alibi. Chi non ha capito il messaggio di De Magistris o è irrimediabilmente irragionevole o è colluso. Fiorenzo Testa
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