lunedì 26 gennaio 2009, di Fiorenzo
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Dal caso Forleo a De Magistris, al caso del Giudice Apicella, solo ultimi in ordine di tempo, la Magistratura italiana e con essa la democrazia sta subendo una metamorfosi, in senso negativo, un attacco incrociato: dal Governo Berlisconi che vuole assoggettarla ai suoi voleri; dai media che con la loro disinformazione hanno determinato un processo di degradazione culturale sfociando spesso nella falsità e nella distorsione dei fatti, se non addirittura nella cancellazione dei fatti e della verità; dalla stessa opposizione parlamentare che, a parte qualche voce isolata, tiene più a difendere “la casta” che la politica nel senso più alto del termine. Gli stessi organi istituzionali posti a garanzia della Costituzione e dell’autonomia dei poteri, come il Presidente della Repubblica e il CSM, sono rimasti intrappolati nella rete di menzogne, omissioni e cancellazioni di pezzi di verità o di tutta la verità. Il “Mistero” Italia continua la sua progressione di intrecci e di trame sempre più difficili da dipanare per l’ignaro cittadino che si affida fiducioso all’informazione dei TG e dei giornali di regime, attenti solamente a mantenere lo “staus quo”, se non addirittura lo “status quo ante” , perché, ricordiamo che quello che succede oggi viene da lontano e i meccanismi eversivi sono sempre gli stessi, più sofisticati, ma sempre pilotati dagli stessi poteri occulti che operano dalla nascita della Repubblica e si sviluppano, sempre inossidabili, fino ad oggi.
La cronaca
Il 19 gennaio 2009 la sezione disciplinare del Csm ha sospeso dalle funzioni il procuratore di Salerno, Luigi Apicella, e ha trasferito d’ufficio il pg di Catanzaro, Enzo Jannelli, il suo sostituto Alfredo Garbati e i due pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. La sezione disciplinare ha colto solo in parte la richiesta che era stata avanzata dal ministro della Giustizia Alfano che, oltre alla sospensione di Apicella, aveva sollecitato il trasferimento di tutti i sei pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti dello scontro tra le due procure. Il tribunale delle toghe non ha invece trasferito il sostituto pg di Catanzaro, Domenico De Lorenzo, e il suo collega Salvatore Curcio. La decisione è stata presa dopo cinque ore di camera di consiglio. Questo sembra, per dirla con Brecht, “il primo finale da tre soldi” dell’opera di imbavagliamento della magistratura italiana. Ma andiamo per gradi, cominciamo dalla “madre di tutte le inchieste”,si fa così per dire, almeno delle ultime inchieste che collegano la prima alla seconda repubblica, via tangentopoli.
L’inchiesta Why Not
Prende il nome da una società di outsourcing di Lamezia Terme che fornisce alla regione lavoratori specializzati nel settore informatico. Una dei soci ed amministratore della Why Not, Caterina Merante, insieme inizialmente agli altri due soci, che avrebbero poi parzialmente ritrattato, ha dato il via alle indagini che hanno ipotizzato un gruppo di potere trasversale tenuto insieme da una loggia massonica coperta, giornalisticamente nota come la "La Loggia di San Marino". A tale presunta loggia massonica coperta, che avrebbe influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l’utilizzo di finanziamenti e l’assegnazione di appalti, sarebbe iscritta una parte degli indagati. Le persone indagate risultavano essere 19. I carabinieri hanno notificato informazioni di garanzia in cui si ipotizzano, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione per delinquere, alla truffa, alla corruzione, alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete al finanziamento illecito dei partiti. Nel mese di dicembre 2008, dopo lo scontro tra le Procure di Catanzaro e Salerno, e dopo i primi interventi del Consiglio Superiore della Magistratura l’avviso di conclusione indagini è stato invece notificato a ben 106 persone, tra cui l’attuale presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ed il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti. Archiviata invece la posizione di Romano Prodi e di alcuni suoi più stretti collaboratori, dopo che in precedenza era stata anche stralciata la posizione di Clemente Mastella. Scompare dai capi di imputazione anche la presunta violazione della "Legge Anselmi" su massoneria e organizzazioni segrete. E’ da notare che la locuzione scontro fra procure, ampiamente adottata dai media italiani di maggior spessore nel mese del dicembre 2008, non è corretta. Per chiarire una volta per tutte questo particolare della vicenda, “ juris et de jure”,dobbiamo dire che i magistrati di Salerno, i quali all’inizio del mese di Dicembre hanno fatto perquisire i magistrati di Catanzaro, dal momento che questi ultimi da più di un anno rifiutavano di inviare a Salerno i documenti riguardanti il trasferimento di De Magistris, hanno operato nel pieno rispetto della legge. Infatti secondo la legge spetta alla procura di Salerno indagare sulla procura di Catanzaro. Non é invece previsto dalla legge che la procura di Catanzaro possa indagare sulla procura di Salerno: infatti su Catanzaro è competente Salerno, su Salerno è competente Napoli e su Napoli è competente Roma. Desta pertanto scalpore e perplessità la decisione del CSM di porre sullo stesso piano i magistrati di Salerno e i magistrati di Catanzaro i quali, a loro volta, indagavano contro la legge su quelli di Salerno. Infatti, nonostante il comitato del riesame abbia giudicato rispettoso della legge l´operato dei magistrati salernitani, il CSM ha trasferito alcuni magistrati di Salerno e ha sospeso dall´incarico e privato dello stipendio il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella. Ciò é avvenuto in seguito alle dichiarazioni del ministro della giustizia Alfano il quale ha giudicato “abnorme” e “carente di equilibrio” il provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dai magistrati di Salerno nei confronti di magistrati inquisiti di Catanzaro. A nulla é valso che l´organo competente della magistratura, il comitato del riesame, abbia certificato la legalità dell’operato dei magistrati di Salerno.
Storia di un Magistrato
Chi è il giudice DE Magistris?
Luigi De Magistris, ha intrapreso la carriera di magistrato nel 1995 e dal 1998 al 2002 è stato magistrato presso la Procura della Repubblica di Napoli per poi passare come Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro. Si è occupato di casi di corruzione nella pubblica amministrazione e sui rapporti tra criminalità e politica. L’inchiesta sulle "Toghe lucane", che coinvolge direttamente magistrati e dirigenti di polizia, è - tra queste - una delle più rilevanti. Dal 2003 è oggetto di interrogazioni parlamentari che ne sostengono l’incompatibilità ambientale e ne chiedono l’allontanamento da Catanzaro. In una di queste interrogazioni l’ex senatore di Alleanza Nazionale Ettore Bucciero ha chiesto e ottenuto - nel gennaio 2006 - un’ispezione ministeriale a carico del PM. Provvedimenti avvenuti in concomitanza con due delle sue indagini, Poseidon e Why Not (entrambe sottrattegli), in cui stava indagando su personaggi politici di spicco, mafia e massoneria.
Le Inchieste di De Magistris
L’attività del sostituto procuratore Luigi De Magistris è: • quella di rappresentare la pubblica accusa in uno dei territori più caldi dell’intero panorama italiano; • le inchieste relative a magistrati della Basilicata.
L’inchiesta Poseidon
È un’indagine lanciata nel maggio 2005 per un presunto uso illecito di denaro pubblico legato agli aiuti comunitari per 200 milioni di euro. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa è il reato ipotizzato dalla Procura di Catanzaro nei confronti del generale della guardia di finanza Walter Cretella-Lombardo, consigliere del vicepresidente dell’Unione europea e commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini. La Procura calabrese ha fatto perquisire l’abitazione romana dell’alto ufficiale ed il suo ufficio ad Ostia e sequestrato computer, cd rom e documentazione cartacea. Le perquisizioni sono iniziate in seguito al ritrovamento a casa di uno degli indagati, Giovambattista Papello, ex subcommissario per l’emergenza ambientale della Regione Calabria, di un biglietto da visita dell’ufficiale, con sopra scritto a mano il suo numero del telefono cellulare. A Papello furono trovate, tra l’altro, delle intercettazioni illegali di colloqui telefonici, risalenti al novembre 2004, dell’ex presidente dell’ANAS, Vincenzo Pozzi, con il segretario dei Democratici di Sinistra, Piero Fassino, e con Pietro Folena. Tra il materiale, gli investigatori trovarono anche il biglietto da visita del generale Cretella-Lombardo che comanda la Scuola di polizia tributaria delle Fiamme gialle, che ha sede ad Ostia, ed all’epoca comandava il secondo reparto della guardia di finanza addetto alla collaborazione internazionale e all’interscambio con le polizie di altri paesi. L’inchiesta Poseidon riguarda una serie di presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti nella depurazione. Tra gli altri sono indagati il segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa, in qualità di socio di una società che avrebbe ricevuto un finanziamento per realizzare nel cosentino uno stabilimento per la produzione di dvd, poi realizzato soltanto in parte e nel quale non sarebbe mai stata avviata la produzione; l’ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell’istituto Garante per la privacy, l’ex assessore regionale all’Ambiente, Domenico Basile, uno degli uomini di punta di Alleanza Nazionale in Calabria. Le indagini condotte dai carabinieri ruotano attorno alla destinazione ed all’utilizzo di duecento milioni di euro ed hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti. L’OLAF, l’agenzia antifrode dell’Unione europea, ha contestato un reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario dell’ex ministro di Forza Italia Franco Frattini, oggi commissario europeo. L’inchiesta è stata sottratta a De Magistris dal procuratore Mariano Lombardi per presunte irregolarità procedurali.
L’inchiesta SbP
L’inchiesta verte su contributi europei chiesti per l’avvio di una attività imprenditoriale in Calabria che avrebbe dovuto creare occupazione per 40 persone. Nell’inchiesta risulta indagato anche il segretario dell’UDC Lorenzo Cesa.
L’inchiesta Toghe lucane
De Magistris sta attualmente indagando sul caso denominato Toghe lucane. Secondo il giudice un "comitato d’affari" comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata. La guardia di Finanza ha perquisito nei primi mesi del 2007 le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, dell’avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano. Le ipotesi di reato addotte da De Magistris sono quelle di abuso d’ufficio per Tufano; corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per Labriola; abuso d’ufficio per Fasano; abuso d’ufficio, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per Bubbico che è stato presidente della Regione Basilicata. Nell’inchiesta sono indagati uomini politici, amministratori, imprenditori, funzionari e magistrati in servizio in Basilicata (fra questi ultimi, uno ha lasciato la magistratura e altri sono già stati trasferiti in altre sedi dal Consiglio Superiore della Magistratura). Bubbico, si legge nel decreto di perquisizione redatto dal pm di Catanzaro De Magistris, è "il punto di riferimento politico apicale, unitamente ad altri appartenenti alla politica", nel "comitato di affari" al centro dell’inchiesta. L’inchiesta avrebbe messo in luce, sempre a carico di Bubbico - che è stato presidente della Giunta regionale della Basilicata nella passata legislatura - "una logica trasversale negli schieramenti", con il "collante degli affari".
Il trasferimento
Il 21 settembre 2007, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al CSM il trasferimento cautelare di De Magistris e del procuratore capo Mariano Lombardi. La richiesta venne proposta a seguito dell’istruttoria condotta dagli ispettori del ministero negli uffici giudiziari di Catanzaro e di Potenza: gli ispettori ritennero di aver rilevato "gravi anomalie" nella gestione del fascicolo "Toghe lucane", contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi dell’inchiesta al procuratore capo Lombardi. Il CSM si è dapprima riservato di decidere il 17 dicembre 2007; successivamente ha rinviato la decisione, per approfondire ulteriormente la situazione, al 18 gennaio 2008. In tale data è stato disposto il trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro e dalle funzioni di pubblico ministero: si tratta di una pena accessoria rispetto alla condanna principale di censura. La notizia è giunta, tra l’altro, il giorno seguente alle dimissioni del ministro Mastella. De Magistris, contemporaneamente, è stato assolto dall’accusa di non aver adottato le misure necessarie per impedire la "fuga di notizie" sull’inchiesta Why Not e da quella di aver avuto "rapporti disinvolti" con la stampa. Il provvedimento non è immediatamente operativo, quindi sarà subordinato alla pronuncia definitiva da parte delle sezioni unite civili della Corte di Cassazione, di fronte alle quali il pm potrà richiedere l’impugnazione del verdetto del CSM.
Le interrogazioni parlamentari
L’attività del dottor De Magistris si è scontrata più volte con il mondo politico e la stampa ha sottolineato che da parte degli organi di potere vi sono stati tentativi di fermare le sue inchieste. Sul tema, molto controverso, sono state presentate interrogazioni parlamentari sia in senso a lui contrario presentate dal Senatore Bucciero di Alleanza Nazionale e Centaro di Forza Italia ed altri, che in appoggio dal deputato Falomi di Rifondazione Comunista con risposta del sottosegretario Li Gotti . (…..continua)